PreferitiAccedi

Barche a motore

Barche a motore Riva

«Nothing else» – chi si accontenterebbe del secondo posto, potendo avere il non plus ultra?

Riva Logo

Riva è IL cantiere di barche a motore per eccellenza: i suoi runabout non hanno solo fatto la storia, ma sono diventati lo state of the art dell'arte cantieristica. Sono tra le barche a motore più ricercate su Boat24.

Leggi di più
  • 136 annunci online
  • Prezzi da EUR 9.740 a EUR 11.000.000
  • Anni da 1957 a 2026

Ultime offerte

indietro
avanti
Tutti gli annunci

Catalogo di barche

Attuali barche nuove di Riva

Barche nuove nel catalogo di barche

Riva

Le tempeste hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nella storia di Riva: dalle prime commesse del fondatore del cantiere Pietro fino all'«assalto alle barche Riva» da parte di star, stelline e VIP. Che a loro volta erano entusiasti della leggendaria disinvoltura italiana dei Runabout Riva.

Ci sono le barche a motore e poi ci sono le Riva. I leggendari e intramontabili scafi plananti in mogano del cantiere italiano sul Lago d'Iseo sono considerati ancora oggi il meglio che il non certo ristretto panorama dei motoscafi aperti, ovvero dei Runabout, abbia da offrire.

Sulle origini del cantiere Riva circolano diverse leggende. Tutte, però, hanno un denominatore comune: di mezzo c'è sempre una tempesta. Alcuni sono certi che nel 1842, dopo un temporale sul Lago d'Iseo, il fondatore del cantiere Pietro abbia riparato gran parte delle barche da pesca gravemente danneggiate con una dedizione e una raffinatezza artigianale tali da ritrovarsi poi sommerso di commesse. Altri giurano che, dopo quella famosa tempesta, Pietro sia stato chiamato dalle sue acque natie del Lago di Como fino al Lago d'Iseo per rimettere in sesto l'intera flotta da pesca in un tempo brevissimo, in modo quasi miracoloso, salvando così dalla rovina il mestiere del pescatore d'acqua dolce in Italia.

All'inizio fu la tempesta …

Comunque siano andate le cose, senza neppure lontanamente immaginarlo Pietro Riva fondò un cantiere i cui successi crebbero di generazione in generazione fino a influenzare il mondo delle barche a motore come pochi altri cantieri.

Anche i figli di Pietro, Ernesto e Serafino, lavoravano nell'azienda di famiglia. Dotati di grande talento e di notevole abilità artigianale, rivoluzionarono soprattutto le tecniche di curvatura del legno per il fasciame degli scafi. Dopo la morte del padre e del fratello, Serafino prese in mano le sorti del cantiere e voltò le spalle a quello che fino ad allora era stato il core business, ovvero la costruzione di barche da trasporto e da pesca. Con un fiuto infallibile per le nuove tendenze del mercato nautico dell'epoca, Serafino si concentrò esclusivamente sulla costruzione di imbarcazioni da diporto. All'inizio del XX secolo queste diventarono nettamente più veloci grazie al costante perfezionamento della tecnica motoristica e, da sporadiche regate, in Europa e negli Stati Uniti nacque un vero e proprio fenomeno di massa.
Dopo la Prima guerra mondiale sui motoscafi da competizione vennero inoltre montati motori aeronautici: più potenza c'era sotto il cofano, più i motoscafi sportivi e da regata erano richiesti. Per queste prime powerboat Serafino sviluppò disegni di carena che rendevano le barche Riva molto più stabili e silenziose anche alle massime velocità rispetto ai motoscafi da competizione dell'epoca. Serafino, inoltre, era personalmente appassionato di regate: collezionava trofei come altri collezionano francobolli e rese il marchio celebre ben oltre il mondo delle competizioni. Ma i periodi di maggior successo del cantiere dovevano ancora arrivare.

… poi arrivò l'assalto alle barche Riva

Dopo 42 anni di grandi successi, Serafino affidò il cantiere al figlio Carlo. E anche lui pose standard altissimi per il design delle barche Riva. Quando negli anni Cinquanta il geniale costruttore navale italiano prese in mano le sorti del cantiere, si innamorò letteralmente delle forme del design Runabout americano. I suoi Riva Runabout, ancora più raffinati sul piano stilistico, divennero in breve tempo l'emblema di uno status symbol mondano, disinvolto e veloce sull'acqua.
Le barche Riva in stile Runabout vengono ancora oggi chiamate volentieri le «Sophia Loren» tra le barche a motore, anche se accanto alla «regina» dell'alta società di allora moltissime altre star come Brigitte Bardot, Alain Delon, Peter Sellers, Jean-Paul Belmondo e Sean Connery si sono divertite con e su un Riva Runabout.

Più di 4.000 Riva Runabout

Il costante aumento degli ordini spinse infine Carlo Riva, a capo del cantiere, a passare dalla realizzazione di esemplari unici a una produzione in serie semi-custom. Dal punto di vista artigianale, l'innovazione più importante del processo produttivo fu probabilmente il fatto che il fasciame dello scafo eseguito pezzo per pezzo, piuttosto dispendioso in termini di tempo, dovette lasciare il posto al fasciame con semigusci prefabbricati a macchina.
I design affascinanti e in definitiva senza tempo di Carlo Riva entusiasmarono il mondo intero. Negli anni Sessanta e Settanta uscivano dal cantiere fino a 18 barche, al giorno!

Stime prudenti indicano che in totale siano state costruite più di 4.000 barche Riva in legno, di cui circa la metà naviga ancora oggi.

Dall'inizio del millennio Riva fa parte del gruppo di cantieri Ferretti. I leggendari Runabout in legno non vengono più costruiti da tempo. Ma il nome Riva è tuttora sinonimo di qualità costruttiva ai massimi livelli, lusso e sicurezza nel design, come raramente se ne incontrano.

Informazioni sul cantiere

  • Anno di fondazione: 1842
  • Sede: Lago d'Iseo/Italia
  • Dipendenti: ca. 450
  • Particolarità: azienda familiare alla quinta generazione – leggendario cantiere di barche a motore, i cui capolavori sono oggi sinonimo della più alta arte cantieristica e di uno stile di vita lussuoso sull'acqua.