Il cantiere malese Grand Banks costruisce yacht trawler apprezzati a livello internazionale, ideali per lunghe navigazioni in un'atmosfera confortevole. Con gli yacht Grand Banks non conta raggiungere la meta alla massima velocità, ma piuttosto il viaggio per arrivarci. Acquista questi yacht straordinari dove la scelta è più ampia: su Boat24.
Leggi di piùGrand Banks – un'icona dalla Malesia
Da oltre 70 anni un'icona nell'area del Pacifico
Ultime offerte
Tutti gli annunciModelli di barche più popolari di Grand Banks
Grand Banks
Grand Banks – da tempo un'icona nell'area del Pacifico – conquista sempre più clienti europei con i suoi yacht trawler per tutta la famiglia. La storia del cantiere è davvero notevole.
Contenuto
Sul nostro Pianeta Blu non ci sono molti cantieri che possano affermare apertamente di essere qualcosa come un'icona. Certo, Riva, Chris Craft e tutti gli altri grandi nomi sono diventati famosi grazie alle star e alle starlette che si adagiavano su quelle barche dalle linee eleganti. Ma esistono anche barche, o meglio yacht, per armatori e armatrici alla ricerca di quel certo "qualcosa di diverso". Barche e yacht che, come trawler, si impongono quasi naturalmente per i lunghi viaggi in un'atmosfera confortevole e per i quali non contano le velocità massime con cui arrivare a destinazione, quanto piuttosto il viaggio stesso.
Il cantiere Grand Banks costruisce proprio barche di questo tipo. Il fatto che qui in Europa non sia così conosciuto dipende dalla sede e dal luogo di produzione: la Malesia è lontana sotto molti aspetti – le principali regioni di vendita di Grand Banks sono le aree marittime asiatiche e del Pacifico. Tuttavia lo stile così particolare di Grand Banks ha ormai conquistato molti estimatori anche in Europa, come dimostra non da ultimo la vasta offerta su Boat24.
Icona e leggenda
L'inizio della leggenda Grand Banks si colloca però a Hong Kong. Lì, negli anni Cinquanta del secolo scorso, viveva lo statunitense emigrato Robert Newton, che insieme ai figli ormai adulti voleva "fare qualcosa di diverso". Fu così che i Newton, invece di proseguire le loro attività nel settore delle bibite analcoliche, investirono denaro in un piccolo cantiere, nel quale fin dall'inizio costruirono con successo barche a motore e a vela in legno.
Ben presto furono poste le basi di un'azienda fiorente, con un'eccellente reputazione artigianale, che i Newton ampliarono abilmente coinvolgendo molto know-how del settore. Per anni la crème de la crème dell'architettura navale lavorò per Grand Banks: Sparkman and Stevens, William Garden, Nat Herreshoff e Ray Hunt.
All'inizio degli anni Sessanta l'azienda raggiunse una pietra miliare nel suo sviluppo con la "Chantyman": la barca di 35 piedi, a motore diesel, aveva una timoneria rialzata, impavesate alte e linee di carena più morbide. Benché questa barca avesse ben poca somiglianza con le linee eleganti di una Grand Banks attuale, fu senza dubbio il progetto che presentò al mondo il concetto di trawler di serie. Il suo successo portò a un cambiamento radicale nella strategia dell'azienda. Nel 1963 fu varata la "Spray", disegnata da Kenneth Smith, che divenne il prototipo di una categoria destinata a conquistare il mondo della nautica: il trawler da 8 nodi.
Il trawler come modello
La particolare eleganza e quel certo tocco da «barca da lavoro» – i trawler sono infatti normalmente barche da pesca – del cruiser di 36 piedi con propulsione diesel spinsero i Newton ad abbandonare la costruzione di yacht custom-build e a concentrarsi su una produzione di serie, dalla quale nacque infine Grand Banks. Dal 1965, anno in cui furono varati i primi modelli, sono stati costruiti oltre 1.200 GB36, un numero enorme per l'epoca.
Nel 1968 la fabbrica fu trasferita da Hong Kong a Singapore e cinque anni più tardi venne presa una di quelle decisioni pionieristiche davanti alle quali si trovarono allora molti cantieri, pur reagendo con tempi diversi: tutti gli scafi degli yacht Grand Banks non sarebbero più stati realizzati
in legno, bensì in vetroresina.
Il bello: per timore dello scetticismo degli yachtie tradizionali, l'azienda non informò né i rivenditori né gli acquirenti né il pubblico. Ma come dimostra la storia, questa decisione si è rivelata più che azzeccata in termini di robustezza, peso, durata e facilità di manutenzione. Così, ad esempio, la GB42, sviluppata poco dopo la GB36, è uscita di produzione solo nel 2005, dopo 1.560 barche prodotte.
I decenni successivi furono per Grand Banks estremamente positivi. Grand Banks crebbe fino a diventare uno dei più grandi cantieri di barche a motore dell'area asiatica.
Nel 2014 ebbe però luogo il cambiamento forse più significativo per Grand Banks, con l'acquisizione dell'azienda australiana Palm Beach Motor Yachts. La ciliegina sulla torta: con l'acquisizione arrivò come progettista anche il velista d'altura di grande successo Mark Richards (tra l'altro skipper del vincente maxi di 100 piedi Wild Oats). Che a sua volta modificò il design delle barche Grand Banks dandogli un «tocco» fresco, mantenendo però, almeno nelle linee essenziali, gli elementi di design fondamentali.
La nuova serie di yacht a motore Grand Banks conserva tutte le virtù della sua eredità: stile, lusso e la possibilità di portare famiglia e amici in lunghe crociere.
Già nel 1995 lo stabilimento produttivo Grand Banks fu trasferito in Malesia. Dove ancora oggi vengono costruiti yacht a motore moderni, robusti, confortevoli e – non da ultimo – parsimoniosi nei consumi.
Grand Banks può essere annoverato senza esitazioni tra i cantieri di maggior successo e più solidi dal punto di vista economico al mondo.

